I Mott The Hoople si sciolgono (nonostante David Bowie…)

Mott The Hoople

Mott The Hoople

Nel 1966 si chiamavano The Doc Thomas Group, erano sotto contratto con un’etichetta italiana – la Dischi Interrecord – e una delle loro prime esibizioni fu alla Bat Caverna di Riccione.

Poi sono diventati The Shakedown Sound, Silence e infine, nel 1969, Mott The Hoople, dal titolo di un racconto di Willard Manus.

Per loro aprirono alcuni concerti i Queen (quando Freddie Mercury e soci non erano ancora famosi) e inoltre furono anche i primi a portare un concerto rock in un teatro di Broadway.

Il loro più grande successo è stato senza dubbio All The Young Dudes, pezzo scritto da David Bowie, il quale all’epoca era già impegnato con lo Ziggy Stardust tour, ma non era ancora all’apice del successo. L’artista infatti continuava a distribuire in giro i suoi pezzi e ai Mott The Hoople aveva inviato Suffragette City. Il brano non sembrava adatto alla band e quindi qualche tempo dopo a Londra, nell’ufficio di Regent Street di Tony DeFries – manager di Bowie – il futuro Duca Bianco suonò e cantò All The Young Dudes con la sua chitarra acustica per proporla ai Mott The Hoople. E stavolta il pezzo andava bene.

Il 45 giri di "All The Young Dudes" dei Mott The Hoople (Columbia, 1972)

Il 45 giri di “All The Young Dudes” dei Mott The Hoople (Columbia, 1972)

Il brano viene registrato nella versione del gruppo il 14 maggio 1972 agli Olympic Studios con la produzione di Bowie e del chitarrista Mick Ronson. Pubblicato ad agosto dello stesso anno, raggiunge a settembre il terzo posto in classifica e successivamente darà anche il titolo al quinto album della band, registrato nel corso dell’estate ai Trident Studios e anch’esso prodotto dalla coppia Bowie-Ronson.

Inno glam definitivo, nuovi sentimenti di ribellione… ma nel brano c’è qualcosa in più secondo alcune interpretazioni dell’epoca, come ricordato da Nicholas Pegg nel suo Bowie. Le canzoni, gli album, i concerti, i video, i film, la vita: l’enciclopedia definitiva (Arcana 2012): “La canzone, pubblicata al culmine del periodo ‘bisessuale’ di Bowie, è stata letta anche come una sorta di manifesto per la liberazione gay, un colpo assestato alle remore della mentalità bigotta secondo la quale l’omosessualità non avrebbe nessun significato al di là dell’atto sessuale in se stesso: ‘We can love, we can really love’ (Siamo capaci di amare, di amare veramente), ammonisce, e Ian Hunter ammise che la canzone fu adottata come un vero e proprio inno ‘dai gay inconfessati’. Ma, secondo Bowie, il tenore della canzone era più dark, strettamente legato all’apocalittica parabola fantascientifica di Ziggy Stardust. Delineandone i contorni in un’intervista a Rolling Stone del 1973, Bowie spiegava che il bollettino di imminenti Armageddon rivelato dai ‘tizi dell’informazione’ in Five Years (prima traccia di The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars, ndr), conteneva le stesse notizie comunicate da Dudes: ‘All The Young Dudes è una canzone incentrata su queste notizie. Non è un inno per i giovani intesi come nazione a sé stante. È esattamente l’opposto'”.

Dirà in conclusione Ian Hunter, frontman dei Mott The Hoople, in un’altra intervista citata dallo stesso Pegg: “Dobbiamo molto a David, perché senza quel pezzo penso che avremmo chiuso bottega. […] Si può obiettare che ha avuto un effetto controproducente nell’immagine della band, ma senza di esso non ci sarebbe più stata la band: ecco tutto“.

I Mott The Hoople infatti riusciranno ad allungare la loro carriera per altri due anni e il 16 dicembre 1974 si scioglieranno. Ian Hunter intraprenderà una carriera solista e avrà spesso al suo fianco Mick Ronson, già chitarrista di Bowie, ma non sarà la stessa cosa.

Nel 2009, in occasione del 40esimo anniversario dalla nascita dei Mott The Hoople, il gruppo si è riunito per due concerti all’Hammersmith HMV Apollo (ex Hammersmith Odeon) di Londra per due date, diventate poi cinque per le tante richieste di biglietti. A novembre di quest’anno, poi, la band si è ritrovata di nuovo sul palco e ha tenuto altri cinque concerti in Inghilterra che saranno celebrati ulteriormente con Mott The Hoople Live 2013, cofanetto con due cd e un dvd live in uscita a gennaio 2014 e già disponibile in pre-order all’interno del sito ufficiale mottthehoople.com.

Mott The Hoople – All The Young Dudes (AUDIO)

Informazioni su Leonardo Follieri

Collabora con Jam Viaggio Nella Musica e con Paper Street, scrive su Rock Oddity, dal 2007 scrive di musica per testate online/siti/blog, canta e suona la chitarra. Ha frequentato il Master in Giornalismo e Critica Musicale diretto da Ezio Guaitamacchi, è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con tesi in diritto d’autore.
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