“The Doors”, primo capitolo di una parabola artistica breve ma intensa

"The Doors"(Elektra, 1967)

“The Doors”(Elektra, 1967)

Una carriera fulminea ma intensissima per i californiani Doors, guidati dallo sciamano Jim Morrison, icona senza tempo del rock nonché frontman e poeta inarrivabile.

E’ il 4 gennaio 1967 quando l’LP omonimo The Doors esce nei negozi. Il primo singolo è Break On Through (To The Other Side) e presenta bene lo stile originale della band: ritmo incalzante e voce sinistra e tenebrosa, il tutto sorretto da un potente rock-blues condito da un pizzico di psichedelia. I testi si snodano tra simbolismo metafisico, psicanalisi e poesia alla William Blake.

Ray Manzarek (soprattutto) e Robbie Krieger sono tra i musicisti più frizzanti e capaci dell’epoca: il primo impiegava l’organo Vox Continental, tessendo trame sonore che sostituivano ampiamente il basso elettrico, almeno dal vivo (in studio viene chiamato il session man Larry Knechtel).

Registrato nell’agosto del ’66 presso i Sunset Studio di Hollywood (CA), sotto l’egida del produttore Paul A. Rothchild (noto per aver lavorato con la Paul Butterfield Blues Band), The Doors  raggiunge la seconda posizione della classifica Billboard degli album grazie al classico Light My Fire, che nell’aprile del 1967 era giunta al primo posto della chart dei singoli più venduti. Scritta originariamente da Robbie Krieger, la geniale parte di organo di Manzarek era stata ispirata dalle musiche del compositore Johann Sebastian Bach.

I Doors nel 1967

I Doors nel 1967

Il resto dell’album non è sicuramente da meno: dall’oblio sensoriale di Crystal Ship, al rifacimento di Alabama Song (di Bertold Brecht/Kurt Weill), fino al clamoroso epico finale di The End, un angosciante crescendo in bilico tra acid rock e suggestioni orientali; talmente suggestiva dall’essere inserita successivamente nella OST della pellicola Apocalypse Now, capolavoro del maestro Francis Ford Coppola (1979)

Anche se il successivo Strange Days (Elektra, 1967) si manterrà (quasi) sullo stesso livello qualitativo, The Doors rimane la punta di diamante della discografia del gruppo, nonché uno degli album più importanti della stagione psichedelica.

Rolling Stone lo ha piazzato al numero #42 nella propria classifica dei 500 migliori album di sempre. 

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