La storia di Phil Ochs. “Un po’ Elvis e un po’ Che Guevara”

Philip David "Phil" Ochs (/ˈoʊks/; December 19, 1940 – April 9, 1976) was

Philip David “Phil” Ochs  19 dicembre 1940 – 9 aprile 1976)

Phil Ochs nasce a il 19 dicembre 1940 a El Paso, Texas. Dopo essersi trasferito con la famiglia a New York, frequenta una scuola militare della Virginia. Appassionato di politica e attualità,  si iscrive a un corso di giornalismo all’Università dell’Ohio.

La sua attività concertistica inizia a Cleveland in piccoli folk club, fino a quando non torna a New York – al Greenwich Village – nel 1961. Eterno amico e rivale di Bob Dylan, è uno degli artisti più importanti del folk revival, profondamente influenzato da “Elvis Presley e da Che Guevara” (così ha dichiarato egli stesso). Il menestrello Ochs si è dimostrato come uno dei più lucidi e pungenti critici della società americana, così come lo erano i suoi maestri Woody Guthrie e Pete Seeger.

Il suo primo album All The News That’s Fit To Sing (Elektra, 1964), registrato con il chitarrista Danny Kalb, è scarno ma rappresentativo del suo stile: articoli di giornali in veste di folk, dai testi agguerriti e stradaioli, retti da melodie dirette e capaci di colpire l’immaginario collettivo.

Mentre Bob Dylan compie la sua svolta elettrica e passa al rock,  il secondo album di Ochs I Ain’t Marchin’ Anymore (Elektra, 1965) non cambia le carte in tavola. Draft Dodger Rag e I Ain’t Marchin’ Anymore diventano inni del movimento pacifista.

Phil Ochs

Phil Ochs

Dopo aver lasciato la Elektra nel 1966 (quest’ultima non apprezza le continue citazioni di Mao Tse Tung), il cantautore firma per la A&M e ammorbidisce un po’ i toni con Pleasures Of The Harbour (A&M, 1967).

I tempi stanno cambiando e Phil Ochs è sempre più disilluso e amareggiato. Trasferitosi in California, dà alle stampe Tape From California (A&M, 1968), capolavoro realizzato con il produttore Larry Marks e Van Dyke Parks. Nonostante rimanga uno dei cantautori più importanti della sua generazione con dischi sempre di ottima fattura e ispirazione, nell’aprile del 1976 si suicida a casa della sorella a causa di una depressione che lo ha lentamente consumato. L’antologia Chords Of Fame (A&M, 1976) e il live Sings For Broadside (Folkways, 1976), usciti dopo la sua scomparsa, rappresentano al meglio la sua produzione.

Alla fine degli anni ’90 esce Farewells & Fantasies Collection (Rhino/Elektra, 1997), una tripla antologia esauriente e ben fatta, nonché un ideale punto di partenza per chiunque voglia esplorare la sua vicenda artistica.

PHIL OCHS – I AIN’T MARCHIN’ ANYMORE

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