Lester Bangs, un critico musicale sui generis

Lester Bangs (Photo by Roberta Bayley/Redferns)

Lester Bangs (Photo by Roberta Bayley/Redferns)

Ha già provato altre volte a scrivere, ma in quest’ultima recensione che ha inviato a Rolling Stone ha aggiunto una nota a piè di pagina in cui si legge: “Se non la pubblicate mi dovete spiegare il perché”… ma non ce n’è stato bisogno. Su Rolling Stone del 5 aprile 1969 viene infatti pubblicata la sua recensione di Kick Out The Jams degli MC5. Il suo nome è Lester Bangs.

Nato a Escondido, California, il 14 dicembre 1948, Lester Bangs ha scritto per Rolling Stone, Creem, NME, Village Voice e non solo ed è stato cantante in alcuni gruppi (come nei Delinquents, con i quali inciderà Jook Savages On The Brazos).

Figura cardine della controcultura, è stato senza dubbio il critico musicale più famoso e più singolare di sempre. Le sue recensioni infatti non sono come le altre. La sua scrittura è influenzata dalla Beat Generation, da William Burroughs e da Jack Kerouac e di quest’ultimo ha scritto anche il necrologio su Rolling Stone. Su Creem poi ha iniziato ad utilizzare espressioni come “punk rock” e “heavy metal” ed è diventato famoso anche per aver scritto tanto e bene di Lou Reed, nonostante con la rockstar avesse un rapporto di amore/odio.

“Sul finire dei Sixties, con Richard Meltzer e Nick Tosches (‘the Noise Boys’) si mette di gran lena a ‘gettare le basi’ della critica rock ‘militante’ (‘in anticipo di ben quattro mesi e mezzo su chiunque altro’, dirà Meltzer)./In pochi anni, Lester entra nell’empireo del New Journalism, per capirci: Tom Wolfe, Gay Talese, George Plimpton, ancorché più giovane di tutti costoro e in posizione defilata, nel ‘sottogenere’ gonzo (narrazioni picaresche imbottite di sostanze psicotrope), capostipite Hunter S. Thompson, e nel gonzo dentro un ulteriore sottogenere, lo scrivere rock (che non è semplicemente lo scrivere di rock)” (Guida ragionevole al frastuono più atroce, Prefazione all’edizione italiana di Wu Ming I, p. 10, minimum fax, I edizione nei tascabili Mini novembre 2012).

Inizialmente la sua scrittura è veloce, diretta e istintiva, mentre dopo diviene più curata. Ma in ogni caso non c’è stato, non c’è e non ci sarà mai più un altro Lester Bangs.

lester bangs 2

Molti hanno conosciuto la figura dell’eccentrico giornalista musicale grazie al film Almost Famous di Cameron Crowe del 2000. Bangs però viene citato anche dai R.E.M. in It’s The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine) accanto a Leonard Bernstein, Leonid Breznev e Lenny Bruce durante una festa di compleanno e dai Ramones in It’s Not My Place insieme a Phil Spector, Jack Nicholson e Clint Eastwood. Poi, il 30 aprile 1982 morirà in casa sua a New York, forse per una dose di eroina tagliata male o per un mix letale di droga e farmaci ingeriti per curare l’influenza. Curiosità: quando viene trovato il suo cadavere, il giradischi stava suonando Dare, album del 1981 degli Human League.

Jim DeRogatis ha scritto anche una biografia dedicata a Lester Bangs dal titolo Let It Blurt (2000) e ci sono state anche alcune antologie con le sue recensioni che sono riuscite in qualche modo a raccontare il suo modo di vivere, spesso in perfetta simbiosi con il suo modo di fare il giornalista.

Quasi in conclusione, ci andiamo a rileggere una piccola parte di uno dei tanti suoi scritti tratta da Creem di maggio 1973 e pubblicata su Guida ragionevole al frastuono più atroce (minimum fax, I edizione nei tascabili Mini novembre 2012). In tale articolo Bangs descrive a suo modo Ian Anderson, famoso frontman dei Jethro Tull: “Anderson ha sempre snocciolato vecchi riff di Roland Kirk: vocalizzi col flauto, soffi esagerati e persino le pose teatrali che sono diventate il fulcro della sua esibizione sul palco. A quanto ne so io, Roland Kirk non si è mai infilato il flauto tra le gambe, come fa Anderson, in un grezzissimo espediente scenico di simbologia fallica. Ma Roland Kirk era il Selvaggio del flauto traverso per antonomasia e Anderson dovrebbe rendergli atto di quanto gli deve”.

Difficile spiegare Lester Bangs, facile è invece leggere e rileggere le sue recensioni per tutti gli appassionati di musica e non solo… anche oggi che il celebre critico musicale avrebbe compiuto 65 anni…

Informazioni su Leonardo Follieri

Collabora con Jam Viaggio Nella Musica e con Paper Street, scrive su Rock Oddity, dal 2007 scrive di musica per testate online/siti/blog, canta e suona la chitarra. Ha frequentato il Master in Giornalismo e Critica Musicale diretto da Ezio Guaitamacchi, è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con tesi in diritto d’autore.
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Una risposta a Lester Bangs, un critico musicale sui generis

  1. stephymafy ha detto:

    Gran personaggio!

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