The Jam: l’ultimo show a Brighton

The Jam on stage

The Jam on stage a inizio carriera

11 dicembre 1982, Brighton Centre.

Paul Weller, Bruce Foxton e Rick Buckler sono ai ferri corti. A malapena oramai si parlano. Nonostante questo, i Jam spopolano nelle classifiche inglesi con l’ultimo album The Gift (Polydor, 1982) dove la passione di Weller per la musica nera domina sul passato; sono infatti lontani i tempi della furia mod-punk di In The City (Polydor, 1977).

Le ritmiche e gli arrangiamenti riportano alla mente le produzioni Stax e Motown, in particolare Temptations e Supremes. Un amore, quello per l’R&B e il soul, che il giovane Weller approfondirà di lì a poco negli Style Councilcon il fido compare Mick Talbot.

Due i successi straordinari di quest’ultimo periodo: Town Called Malice – che cita You Can’t Hurry Love delle Supremes – e il singolo Beat Surrender, altro gioiello soul-pop no.1 in classifica.

Ma torniamo a parlare di quella sera al Brighton Centre.

Simon Wells, noto appassionato di cultura mod – la sottocultura inglese esplosa negli anni ’60 – è presente a quella serata di addio e a tal proposito ricorda: “Con l’atmosfera in sala letteralmente in fiamme il presentatore ha urlato: ‘Signore e signori, per l’ultima volta, l’unica band in grado di lasciarvi un segno profondo nel cuore: The Jam!'”. E lo show diviene indimenticabile sin dalle prime note: “Hanno iniziato con una versione infuocata di ‘Start!'” – ricorda sempre Wells – “e Bruce suonava con così tanta foga che ha rotto più volte le corde del basso”.

The  Jam nel backstage

The Jam nel backstage

Gli organizzatori a un certo punto decidono di aprire le porte a tutti ed entrano anche alcuni skinheads poco interessati alla musica e più inclini a creare scompiglio e ancora Wells racconta: “Dopo l’ennesima bottiglia arrivata sul palco, Bruce si è adirato al microfono intimando a queste persone di piantarla” – mentre a proposito di Paul Weller ricorda che lui “sembrava distaccato da tutto” e aggiunge: “A posteriori posso affermare che la scelta di Weller è comprensibile. I Jam raccontavano, anche nei testi, delle emozioni di rabbia e disagio adolescenziale, e proprio per questo non potevano durare ancora a lungo”.

Chiusero quel concerto con In The City, Going Underground e The Gift, prima di congedarsi per l’ultima volta dal loro pubblico.

Lasciati i Jam, Weller infilerà Lacoste e mocassini per il soul pop luminoso e dandy degli Style Council. Ad aprire questa nuova avventura è l’EP Introducing The Style Council (Polydor, 1983) contenente i singoli Speak Like A Child e Long Hot Summer. Pop raffinatissimo ma impegnato, che raggiungerà l’apice creativo nel manifesto anti-Thatcher Our Favourite Shop (Polydor, 1985).

Un raro filmato dell’ultimo show dei Jam

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