Jakob Dylan: figlio d’arte con talento

Jakob Luke Dylan (nato il 9 dicembre 1971). Figlio di Bob e di Sara Lowndes

Jakob Luke Dylan (nato il 9 dicembre 1969). Figlio di Bob e di Sara Lowndes

Oggi Jakob Luke Dylan compie 44 anni. Non dev’essere facile essere figlio di un padre così, ma lui ha sempre gestito questa situazione con estrema intelligenza, lucidità e professionalità. E anche con una dose di talento e carisma superiore alla media. D’altro canto il DNA non mente.

Ultimogenito del matrimonio tra Bob e Sara Lowndes, Jakob esordisce nei primi anni ’90 con la sua band, The Wallflowers (nome preso da una canzone minore del padre).

Da allora gli album realizzati sono sei, tutti di ottimo livello, seppur lontani dall’essere considerati dei capolavori. Tra questi il più celebrato, apprezzato e venduto è Bringing Down The House (Interscope, 1996), apice nella discografia di Jakob.

Jakob Dylan dal vivo

Jakob Dylan dal vivo

La produzione è affidata a T Bone Burnett, che già aveva fatto miracoli e proseliti lanciando i Counting Crows in testa alle classifiche. Amico di famiglia e per un periodo chitarrista nella band del padre, Burnett esalta le doti di Jakob e compagni, qui con una formazione rimaneggiata e più coesa rispetto all’esordio.

Un classic rock a stelle e strisce ben confezionato che grazie a singoli come 6th Avenue Heartache,  Three Marlenas e One Headlight, balza in testa alle classifiche statunitensi. Tanto da ottenere un Grammy per il miglior album e uno per la miglior performance di One Headlight. La rivista Rolling Stone ha addirittura inserito 6th Avenue Heartache nella sua classifica delle migliori 100 canzoni Pop di sempre.

Tra gli ospiti di questo LP compaiono lo stesso T Bone Burnett, Sam Phillips, Jon Brion, Tobi Miller e Adam Duritz dei Counting Crows.

Jakob ha inciso anche due interessanti album solisti con la Columbia, in un periodo di pausa con i The Wallflowers: Seeing Things del 2008 – prodotto da Rick Rubin – e Women + Country del 2010 (con T Bone Burnett nuovamente in cabina di regia). Musica che non ha bisogno di troppi addobbi, fatta di belle canzoni che si snodano piacevolmente tra le radici country/blues/folk.

In conclusione ci riguardiamo il bel video di 6th Avenue Heartache.

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