“School Of Rock”: Pink Floyd e Jimi Hendrix nello stesso tour del 1967

I gruppi protagonisti del tour britannico del 1967: tra loro sono riconoscibili Jimi Hendrix in basso al centro e i Pink Floyd sulla destra

I gruppi protagonisti del package tour del 1967: tra loro sono riconoscibili Jimi Hendrix in basso al centro e i Pink Floyd sulla destra

Inizia il 14 novembre 1967 dalla Royal Albert Hall di Londra un tour che vede sullo stesso palco Eire Apparent, Move, Amen Corner, Outer Limits, Nice, Pink Floyd e Jimi Hendrix.

“Tutti viaggiavamo sul bus durante il tour tranne i Floyd e la band di Jimi ed era fantastico – ricorda il cantante degli Amen Corner, Andy Fairweather Low, in un’intervista concessa a Mark Paytress e pubblicata su Mojo n. 238 dello scorso settembre. – Ho la sensazione che i Floyd viaggiassero persino separatamente tra loro. Non c’erano legami, strette di mano, con i Pink Floyd. L’unica volta in cui ho avuto uno scambio con loro fu quando Roger Waters disse al nostro tastierista Blue Weaver di spostare l’amplificatore Leslie. Il nostro manager, Ron King, […] lo sentì e disse, ‘Parla con il mio ragazzo in quel modo e ti spezzo le gambe’”.

Locandina package tour 1967

Locandina package tour 1967

Torniamo però a quella prima sera alla Royal Albert Hall. Tra i più tesi di tutti c’erano gli Experience di Jimi Hendrix in quanto dovevano affrontare quel tour come gruppo principale. Racconterà un anno più tardi il manager Chas Chandler al New Musical Express: “Noel (Redding) e Mitch (Mitchell) tremavano come foglie e anche Jimi era come pietrificato all’idea di salire sul palco. Si rendevano conto di essere entrati a far parte di qualcosa di più grande di loro e dovettero fare ricorso a una bottiglia di Scotch per ritrovare un po’ di coraggio”. Eppure, Scotch o meno, Jimi Hendrix riesce a entusiasmare come di consueto il pubblico che non manca di sottolineare con urla fragorose e costanti il suo set conclusivo. I soliti suoni nuovi, unici, epocali… Qualche mese prima, tra l’altro, il chitarrista di Seattle era stato uno dei protagonisti indiscussi del Monterey Pop Festival e ad ottobre aveva appena terminato le registrazioni del secondo disco Axis: Bold As Love, che uscirà il 1° dicembre di quello stesso anno. Insomma, al di là di quanto affermato da Chandler, quella serata va alla grande.

E i Pink Floyd? Syd Barrett e soci erano reduci dalla pubblicazione dell’album di debutto The Piper At The Gates Of Dawn. “I Pink Floyd erano ispirati perché, a differenza dei Nice, la loro musica era minimale ma molto efficace e spaziosa – ricorda Davy O’List, allora chitarrista dei Nice, sempre su Mojo n. 238 dello scorso settembre. – Li osservavo ogni sera. Una di quelle sere in particolare, Syd era uscito per una passeggiata da qualche parte. Così dissero: ‘Puoi suonare? Abbiamo intenzione di fare un numero, una lunga versione di Interstellar Overdrive’ […]. È stato fantastico”…

Keith Emerson ai tempi dei Nice con un coltello nella mano sinistra

Keith Emerson ai tempi dei Nice

Non tutti i concerti ebbero il medesimo successo, ma in ogni caso quel tour andò avanti fino al 5 dicembre a Glasgow. E un segno, nel bene e/o nel male lo lasciò, come fa intendere di nuovo Davy O’List con queste parole: “I Nice erano molto competitivi, noi dovevamo essere i migliori […]. Quando Keith (Emerson) saltò attorno al suo organo con la frusta e i coltelli, le persone impazzirono. Si ispirava in parte a Hendrix e a Pete Townshend […]”.

In pratica il chitarrista di Seattle e quello degli Who stavano facendo scuola, tanti stavano cercando di fare proprie quelle “lezioni” e tra gli “allievi” c’era anche “un certo” Keith Emerson. Ah… e nello stesso tour poi suonavano sia Pink Floyd che Jimi Hendrix (e non solo). Che storia…

(Fonti: Jimi Hendrix – Una foschia rosso porpora di H. Shapiro e C. Glebbeek, Arcana, IV edizione 2010; The Jimi Hendrix and Pink Floyd Tour 1967, Intervista di Mark Paytress a Andy Fairweather Low e Davy O’List pubblicata su Mojo n. 238 di settembre 2013)

Informazioni su Leonardo Follieri

Collabora con Jam Viaggio Nella Musica e con Paper Street, scrive su Rock Oddity, dal 2007 scrive di musica per testate online/siti/blog, canta e suona la chitarra. Ha frequentato il Master in Giornalismo e Critica Musicale diretto da Ezio Guaitamacchi, è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con tesi in diritto d’autore.
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