“Mellon Collie And The Infinite Sadness”, il “The Wall” della Generazione X?

“Mellon Collie And The Infinite Sadness” (Virgin, 1995) 2 CD

Billy Corgan e i suoi Smashing Pumpkins nel 1995 sono all’apice dell’ispirazione artistica e della prolificità. Dopo l’ottimo debutto Gish (Caroline, 1991), il capolavoro Siamese Dream (Virgin, 1993) e l’interessante Pisces Iscariot (Virgin, 1994), la band di Chicago giunge al compimento del suo lavoro più ambizioso e pretenzioso, con l’aiuto in cabina di regia del malleabile Flood.

L’arguto e immodesto lìder maximo Billy Corgan confeziona un fortunato doppio album, della durata di (oltre) 2 ore di musica, per un totale 28 canzoni. Stilisticamente variopinto come poche altre così ambiziose opere della storia del rock, esplora universi già toccati dai Pumpkins, espandendoli ulteriormente: hard rock ’70s, heavy metal, psichedelia, ballate acustiche e orchestrali. Il tutto permeato da una palpabile malinconia di fondo. Un’infinita tristezza, meglio ancora.

Se l’eccessiva durata di questa sorta di concept-album sull’adolescenza – anche se l’autore rifiuterà sempre tale definizione – lo penalizza qua e là dal punto di vista qualitativo, è altrettanto indubbio che Mellon Collie And The Infinite Sadness raccoglie canzoni memorabili e meravigliose, che fanno parte a pieno titolo della storia del rock degli ultimi vent’anni (e oltre).

Gli Smashing Pumpkins nel 1995, sulla copertina della rivista “Rolling Stone”

Il riff tagliente e malefico di Zero, l’agrodolce dolcezza di Tonight Tonight, il pop malinconico di 1979, l’anthem furioso Bullet With Butterfly Wings: tutti brani straordinari che hanno segnato una generazione intera, quella famosa “Generazione X”  di cui Corgan si eleva a (cinico) e  poeta.

Le due metà rappresentano il giorno e la notte, in un tripudio di emozioni adolescenziali che ricordano concettualmente lo storico Zen Arcade degli Hüsker Dü, pietra miliare della decade antecedente. Corgan ha esplicitamente rivolto l’opera ai teenager:In quest’album ho raccolto tutte le emozioni che ho provato da giovanissimo ma che non ero riuscito prima ad esprimere in modo articolato” – dice. “E’ il The Wall della Generazione X”. Ovviamente Corgan non può esimersi da dichiarazioni tutt’altro che sobrie, ma il valore della sua arte, almeno in questo caso, è incontestabile. Anche se i punti in comune con The Wall non sono poi moltissimi. Tranne che per l’ego che lo accomuna a Roger Waters.

La band di Chicago, grazie anche ai spettacolari videoclip che spopolano su MTV, raggiunge presto un importante traguardo commerciale: l’11 novembre del 1995, Mellon Collie And The Infinite Sadness è infatti al numero 1 della classifica degli album più venduti di Billboard.

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9 luglio 1988, Chicago. Primo concerto degli Smashing Pumpkins

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5 risposte a “Mellon Collie And The Infinite Sadness”, il “The Wall” della Generazione X?

  1. Missandry ha detto:

    Quanta nostalgia quest’album, mi riporta indietro a tanti pomeriggi pieni di nebbia (interiore) e di vaghe speranze.

  2. cartaresistente ha detto:

    Bella definizione, sicuramente un punto di non ritorno per la band.

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