Bruce Springsteen: due copertine fanno una star (ma “non portano a Elvis”)

25 ottobre 1975: Bruce Springsteen su "Time" e "Newsweek"

27 ottobre 1975: Bruce Springsteen su “Time” e “Newsweek”

Stesso protagonista musicale sulla copertina dei due maggiori settimanali americani (non musicali). Oggi, infatti, 27 ottobre 1975, Bruce Springsteen si ritrova su “Time” e “Newsweek”. E all’interno dei due magazine sono presenti ovviamente anche ampi servizi a lui dedicati. Il Boss inizia evidentemente ad ottenere quel successo che lo vede ancora oggi tra le rockstar internazionali più celebrate e idolatrate da milioni di fan sparsi in tutto il mondo, i quali impazziscono letteralmente per lui e per i suoi lunghissimi concerti.

I consensi maturati con Born To Run lo portano sulle copertine di “Time” e “Newsweek”. Ma il “doppio evento” mette il Boss a disagio, tanto che, una volta giunto a Londra, arriva addirittura a strappare i manifesti dei suoi stessi concerti su cui campeggia la frase scritta dal giornalista Jon Landau (ora suo manager): “Ho visto il futuro del rock’n’roll, il suo nome è Bruce Springsteen”.

Solo nella notte tra il 29 e il 30 aprile 1976 l’artista prova a sfruttare a suo vantaggio le due copertine dei settimanali. Finito un concerto a Memphis, infatti, si fa portare da un taxi a Graceland, la famosa residenza di Elvis. Una volta giunto lì, vede una luce accesa al secondo piano. A questo punto scavalca il cancello, ma viene subito raggiunto dalla security. Springsteen chiede di Elvis. E lui non c’è. Gli viene risposto che è a Lake Tahoe. Il Boss allora dice di essere un musicista famoso e di essere stato contemporaneamente sulle copertine di “Time” e “Newsweek”… ma nonostante ciò, lo mandano via…

“Più volte mi sono chiesto cosa sarebbe successo se, dopo aver bussato a quella porta, mi avesse aperto Elvis – dirà Springsteen anni dopo durante un suo concerto. – Io ero andato là per vedere un sogno, un po’ come fate voi, stasera con me. Ricordo il giorno in cui Elvis è morto: mi ha telefonato un amico per dirmelo. Non potevo credere che qualcuno che aveva portato tanta gioia nelle vite di milioni di persone se ne fosse andato in un modo così tragicamente triste”.

Informazioni su Leonardo Follieri

Collabora con Jam Viaggio Nella Musica e con Paper Street, scrive su Rock Oddity, dal 2007 scrive di musica per testate online/siti/blog, canta e suona la chitarra. Ha frequentato il Master in Giornalismo e Critica Musicale diretto da Ezio Guaitamacchi, è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con tesi in diritto d’autore.
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