Bob Mould (Hüsker Dü) festeggia 53 anni

Bob Mould (a destra) negli anni '80

Greg Norton, Gran Hart e Bob Mould

Minneapolis, 1978.

Il bassista Greg Norton e il cantante/batterista Grant Hart s’incontrano per la prima volta dopo un colloquio per un posto di lavoro in un negozio di dischi. Scartato Hart, il proprietario preferisce Norton.

Il primo non si scoraggia e trova lavoro in un negozio di dischi poco distante. Bob Mould è un frequentatore assiduo di entrambi i posti e non passerà molto tempo che i tre formeranno un gruppo punk hc. Hard, Mould e Norton danno alla luce una serie di LP e EP indipendenti molto acclamati nel circuito cittadino come Land Speed Record, Everything Falls Apart e Metal Circus. 

Se la base di partenza è sempre un caotico punk hardcore, già da queste prime prove è chiaro che la natura della band tende a spaziare in territori stilistici inediti e originali.

Nel 1984 danno alle stampe il loro album-capolavoro, Zen Arcade (SST) 2 LP. Ventitré tracce, con un quarto d’ora finale di improvvisazione noise-psichedelica (Reocurring Dream). Zen Arcade è un concept incentrato interamente sulle difficoltà dell’adolescenza in cui la band di Minneapolis supera ogni barriera stilistica. Sconquassi metallici, folk (Never Talk To You Again), power pop, noise.

La copertina di “Warehouse: Songs And Stories” (WB, 1987)

Gli ultrasuoni della chitarra di Would si fanno sentire anche nel successivo New Day Rising (SST, 1985), altrettanto influente per tutta la scena indipendente americana degli anni ’80. Gli Hüsker Dü da questo momento non sono più un fenomeno locale ma un punto fermo dell’indie americano insieme a R.E.M., Dinosaur Jr, Sonic Youth.

L’ultimo lavoro per una etichetta indipendente è il sottovalutato Flip Your Wig (SST, 1985), dove emerge chiaramente il duopolio Mould/Hart. Le tensioni tra i tre aumentano esponenzialmente, ma prima di sciogliersi, gli Hüsker Dü daranno alla luce due capolavori monumentali.

Candy Apple Grey (Warner Bros, 1986) e Warehouse: Songs And Stories (Warner Bros, 1987) rappresentano la maturazione di Would/Hart, i Lennon/McCartney dell’indie americano di quel periodo. Riverberi fluttuanti e canzoni da capogiro, i due dischi sono il testamento di una delle più grandi band della storia americana. L’Anthem definitivo del Mould-pensiero è These Important Years, ma questi due lavori contengono talmente tante canzoni memorabili che sarebbe difficile escluderne qualcuna.

Nel 1988 il manager si suicida e il gruppo si scioglie definitivamente. Tornerà sul palco insieme nel 1994 e l’esibizione è documentata da The Living End (Warner Bros).

Oggi Bob Mould festeggia 53 anni e gli facciamo gli auguri proprio con These Important Years.

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