Led Zeppelin, “Houses Of The Holy”. L’Irlanda del Nord, la pioggia e il magnetismo sovrannaturale del Selciato del gigante…

La copertina di "Houses Of The Holy" (1973)

La copertina di “Houses Of The Holy” (Atlantic, 1973)

Quando nel marzo del 1973 esce Houses Of The Holy (Atlantic), quinto lavoro in studio dei Led Zeppelin, è chiaro che la band sta ulteriormente cercando di ampliare il proprio orizzonte musicale. Le intricate trame chitarristiche di The Song Remains The Same, le venature prog di No Quarter, la splendida The Rain Song, sono tutte prove fisiologiche del nuovo corso, dove l’hard blues psichedelico degli esordi fa posto a sonorità più ricercate e in linea con il periodo. È anche l’ultimo lp con l’Atlantic, prima che i Led Zeppelin formino nel maggio del 1974 una propria etichetta, la Swan Song Records (esattamente come i Beatles e la Apple). Quando esce, Houses Of The Holy balza in testa alle classifiche inglesi e americane rimanendoci per molte settimane.
Ma in questa sede a noi interessa approfondire l’aspetto grafico dell’opera zeppeliniana: nel 1974 il disco riceve una nomination ai Grammy per il miglior art work. Nel 2003, invece, verrà inserito alla sesta posizione della classifica delle 50 copertine più belle di sempre stilata da VH1…

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