La morte di Jaco, bassista leggendario

Jaco Pastorius

Jaco Pastorius

Non suonava da un po’ di tempo, ma doveva tornare leggenda con il suo basso. Il “solito” alcool però gli farà perdere il controllo e (in un certo senso) anche la vita.

11 settembre 1987, Fort Lauderdale (Florida). Una serata iniziata storta… e finita nel peggiore dei modi, purtroppo, per Jaco Pastorius. Quella sera al Sunrise Music Theater suona l’amico Carlos Santana. Durante un assolo di basso di Alphonso Johnson, Jaco sale inaspettatamente sul palco, attende la fine del brano con le braccia conserte e poi alza il braccio del suo collega, come per indicare il vincitore alla fine di un incontro di boxe. Un membro della sicurezza lo trascina subito dopo fuori dal locale. Doveva smettere di bere, ma è completamente ubriaco.

Dopo essere passato dal Dirty Nelly e dopo essere stato allontanato anche da lì, si dirige in un altro locale, il Midnight Bottle Club. Qui prima si fa cacciare per comportamento molesto e perché in generale continua a dare di matto, poi sarà proprio vittima di un pestaggio molto violento da parte di Luc Havan, figlio della proprietaria e cintura nera di karate. Alle quattro e trentaquattro di quella notte il bassista sarà trasportato al Broward County General Medical Center.

Il 17 settembre Jaco smette di rispondere agli stimoli esterni. Il 18 settembre Havan viene arrestato e subito liberato su cauzione; poi sarà condannato a ventuno mesi di reclusione, ma ne sconterà solo quattro. Il 19 settembre il bassista è vittima di un’emorragia cerebrale. Il 20 ha una crisi respiratoria e viene aiutato a respirare artificialmente. La famiglia decide di sospendere gli aiuti artificiali. Alle sei del pomeriggio del 21 settembre le macchine vengono staccate, ma il cuore di Jaco Pastorius continua a battere ancora per tre ore, per poi lasciarci definitivamente. È stato nove giorni in coma. I dottori avevano detto che avrebbe potuto perdere l’uso dell’occhio destro e forse anche del braccio sinistro, ma non lo sapremo mai come sarebbe andata veramente (per tutta questa parte cfr. Ezio Guaitamacchi, Delitti Rock, Arcana 2009).

Non suonava da un po’ di tempo, ma doveva tornare leggenda (vivente) con il suo basso…

Informazioni su Leonardo Follieri

Collabora con Jam Viaggio Nella Musica e con Paper Street, scrive su Rock Oddity, dal 2007 scrive di musica per testate online/siti/blog, canta e suona la chitarra. Ha frequentato il Master in Giornalismo e Critica Musicale diretto da Ezio Guaitamacchi, è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con tesi in diritto d’autore.
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