“Il guerriero di strada” dei Rolling Stones

Mick Jagger durante una manifestazione contro la guerra a Londra del marzo '68: da qui prese l'ispirazione per "Street Fighting Man"

Mick Jagger durante una manifestazione contro la guerra a Londra del marzo ’68: da quella giornata trasse l’ispirazione per “Street Fighting Man”

“Nonostante i migliori sforzi del movimento underground, l’unico motivo d’indignazione che infiammò la passione giovanile di tutte le fazioni e classi fu provocato da un avvenimento che aveva luogo dall’altra parte del mondo e che non coinvolgeva in alcun modo la Gran Bretagna, ossia la sanguinosa e invincibile guerra americana in Vietnam. La più grande manifestazione contro il conflitto ebbe luogo a Londra il 17 marzo 1968, quando diecimila persone si radunarono in Trafalgar Square per ascoltare i discorsi di Tariq Ali e dell’attrice Vanessa Redgrave, e poi andarono in corteo fino all’ambasciata degli Stati uniti in Grosvenor Square scandendo il nome del nemico numero uno dell’America, il leader comunista nordvietnamita Ho Chi Min. Davanti all’ambasciata i manifestanti trovarono una falange di poliziotti privi di tenuta antisommossa ma supportati da un gruppo di agenti a cavallo. L’iniziale buon umore cedette presto il passo a violenti tafferugli, in cui rimasero ferite decine di persone da ambo le parti”. – Dalla biografia di Mick Jagger di Philip Norman (Mondadori, 2013)

Mentre l’amico John Lennon è in India a meditare, Jagger è tra i presenti: l’indignazione tocca anche la sensibilità della giovane star dei Rolling Stones. Questi ultimi sono pronti a tornare protagonisti della scena dopo il mezzo flop di Thier Satanic Majesties Request (Decca/london Records, 1967), bollato dalla stampa come una caricatura del decisamente più riuscito Sgt.Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Parlophone/Capitol, 1967) dei Fab Four. Lo faranno con Beggars Banquet (Decca/London Records, 1968) grazie al diabolico rock-blues acustico che sarà il marchio distintivo della band, abbandonando per sempre le velleità psichedeliche decisamente poco inclini all’accoppiata Jagger-Richards.

La copertina del 45 giri di "Street Fighting Man"/"No Expectations"

La copertina del 45 giri di “Street Fighting Man”/”No Expectations”

Ma torniamo a quel giorno in cui Mick Jagger trasse l’ispirazione per il brano più incendiario del nuovo album: Street Fighting Man.

“Jagger era lì perché arrabbiato e ribelle ma non aveva modo di formulare questa sua rabbia, o di strutturarla in qualche modo. In un certo senso stava cercando una cosa qualsiasi contro cui ribellarsi,” dice Barry Miles, il giornalista che incontrò Jagger alla manifestazione. “Non credo che avesse una linea politica definita contro la guerra in Vietnam; voglio dire era semplicemente indignato moralmente per la guerra e basta”.

Il 31 agosto 1968 esce negli Stati Uniti Street Fighting Man/No Expectations, colonna sonora ideale di quella stagione di rivolte che collegava con un filo rosso Praga a tutta Europa e al mondo intero.  Un vento di cambiamento radicale stava interessando le nuove generazioni con le lotte studentesche, i movimenti pacifisti. Molte radio americane si rifiutano di trasmettere la canzone che arriva solo al No. 48 della classifica Billboard, anche se questo non impedisce a Mick Jagger di diventare l’idolo e l’icona delle persone “sbagliate”.

Street Fighting Man è anche una delle ultime canzoni dove è rilevante il contributo di Brian Jones, che morirà il 3 luglio del 1969: suo il sitar nel ritornello, che dà al pezzo quel pizzico di esotismo psichedelico. Charlie Watts e Bill Wyman imbastiscono la marcia perfetta con una sezione ritmica trascinante e pronta allo scontro frontale. Il riff della chitarrista acustica di Keith Richards è spietato e lascia poco adito a compromessi, mentre il canto sardonico di Jagger completa il capolavoro.

In Inghilterra il brano è subito bandito dalle radio e uscirà come singolo solo  il 20 luglio del 1971 per scelta della London Recordsnegli States l’etichetta non si era fatta troppi problemi a pubblicarlo. Un fatto molto curioso, soprattutto per l’aria pesante che si respirava dopo le morti di Kennedy e Martin Luther King.

“…Ovunque sento il suono di passi in marcia, che caricano
Perché è giunta l’estate ed è il momento giusto per combattere in strada
Ma cosa può fare un povero ragazzo
Fuorché cantare in un gruppo rock
Perché in questa Londra addormentata
Non c’è posto per un guerriero di strada
No!

Ehi! Credo che sia il momento giusto per un colpo di stato
Ma dove vivo io il gioco da fare è una soluzione di compromesso
Beh, cosa può fare un povero ragazzo
Fuorché cantare in un gruppo rock
Perché in questa Londra addormentata
Non c’è posto per un guerriero di strada
No!

Ehi! Ho detto il mio nome, è disordini
Griderò e urlerò, ucciderò il re, inveirò contro tutti i suoi servitori
Beh, cosa può fare un povero ragazzo
Fuorché cantare in un gruppo rock
Perché in questa Londra addormentata
Non c’è posto per un guerriero di strada
No!…”

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