Il 17 luglio 1967 muore il grande jazzista John Coltrane

John Coltrane con il suo sax

John Coltrane con il suo sax

46 anni fa ci lasciava per un cancro al fegato uno dei più grandi jazzisti di tutti i tempi.

Si iniziò a parlare di John Coltrane nel 1956, quando aveva 30 anni. E se ne iniziò a parlar male. La sua musica veniva considerata “distruttiva” e “rabbiosa”. Alcuni la definivano addirittura “anti-jazz”, che era il peggior appunto che potesse essere fatto ai jazzisti (la vicenda viene ricostruita bene da Arrigo Polillo in Jazz, Mondadori, Ristampa del 2010).

John William Coltrane nasce il 23 settembre del 1926 ad Hamlet, North Carolina, Usa. È considerato il più grande sax tenore alto della storia del jazz, nonché maestro del sax soprano, strumento ormai desueto per quel genere musicale, ma che da lui viene rilanciato alla grande (anche grazie alla sua celebre My favorite things).

Sulla sua strada incrocia musicisti del calibro di Sonny Rollins, Art Blakey, Dizzy Gillespie e anche Miles Davis. Quest’ultimo lo assumerà nell’autunno del 1955 e lo licenzierà nel novembre del 1956. Perché in quel momento non è ancora John Coltrane. Inizierà a diventarlo sette mesi dopo, incontrando Thelonious Monk ed esibendosi con lui in quartetto fisso al Five Spot di New York. In questo periodo il sassofonista si libererà anche dalla schiavitù dell’eroina e inizierà ad affinare la sua tecnica con lunghe frasi che verranno definite “sheets of sound”, cortine o lastre di suono.

John Coltrane da lì in poi continuerà sempre a sperimentare e ad ampliare il suo modo di suonare. Dapprima creerà infatti i suoi personalissimi “cries”, lamenti o grugniti sonori, e successivamente farà una ricerca sui “modi”, cioè su vari tipi di scale, e svilupperà quindi l’intera esecuzione su un unico accordo.

“Penso che la cosa principale che un musicista vorrebbe fare sia dare all’ascoltatore un quadro delle tante cose meravigliose che conosce e sente nell’universo. Questo è ciò che la musica è per me: una delle maniere di dire che l’universo in cui viviamo, che ci è stato dato, è grande e bello” (John Coltrane) (da John Coltrane and Eric Dolphy answer the jazz critics, di Don Micheal, in Down Beat (rivista musicale statunitense dedicata al jazz), 12 aprile 1962).

Naima, Countdown o Cousin Mary sono solo alcuni dei suoi pezzi più famosi che inciderà da solista. Ah… e tra le altre cose nel 1958 aveva registrato ‘Round Midnight con Miles Davis… per cui le cose erano cambiate rispetto a due anni prima… eccome se erano cambiate… ascoltate un po’…

Informazioni su Leonardo Follieri

Collabora con Jam Viaggio Nella Musica e con Paper Street, scrive su Rock Oddity, dal 2007 scrive di musica per testate online/siti/blog, canta e suona la chitarra. Ha frequentato il Master in Giornalismo e Critica Musicale diretto da Ezio Guaitamacchi, è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con tesi in diritto d’autore.
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