Talking Heads, Remain In Light. La prima copertina della storia realizzata al computer

L'angosciante copertina di "Remain In Light" dei Talking Heads

L’angosciante copertina di “Remain In Light” dei Talking Heads

“Un’immagine disarmante, che suggerisce sia la divisione sia la cancellazione dell’identità”. Così viene definita la copertina di Remain In Light dei Talking Heads dallo psicanalista Michael A. Brog.

1980. Mentre il mondo del rock da una parte capitalizza con successi planetari il business iniziato nei ’70s, dall’altra alcuni musicisti figli del punk percorrono una nuova strada segnata da nuovi sperimentalismi sonori “futuristici” (la new wave) e da una ricerca di suoni che appartengono alle culture orientali e africane (la world music). Remain In Light (Sire, 1980) dei newyorkesi Talking Heads racchiude queste tendenze e anche la copertina è in linea con l’avanguardia musicale qui rappresentata. L’artwork presenta i volti dei quattro membri della band in bianco e nero su sfondo blu, verniciati di rosso e mascherati come terroristi che nascondono la loro identità. Una dicotomia che pone in contrasto il titolo con l’aspetto poco rassicurante di Byrne e compagni. Una visione nettamente differente da quella dell’edonismo reaganiano che si andrà a consolidare nel decennio.

Concepita da Tina Weymouth e Chris Frantz, insieme al ricercatore Walter Bender e il suo gruppo Media Lab, la copertina nasce dalla passione della Weymouth per le maschere.  Il retro, invece,  ritrae alcuni aerei Grumman Avenger bianchi e rossi in formazione militare sull’Himalaya: non è un caso che il padre di Tina fosse un ex ammiraglio. In origine doveva essere questa la facciata principale, ma poi quando il titolo dell’album viene cambiato (inizialmente era Melody Attack) l’immagine viene spostata sul retro. Melody Attack, infatti, è per Byrne un titolo frivolo: “Oltre a non essere così melodica, la musica aveva da dire qualcosa che al tempo sembrava nuovo, trascendente e forse anche rivoluzionario, almeno per le canzoni funk-rock.

Remain In Light è anche la prima copertina concepita al computer nella storia della musica, essendo principalmente realizzata grazie alla rudimentale strumentazione elettronica del Massachussets Institute Of Technology: pensate cosa potesse significare realizzare una copertina in digitale 33 anni fa.

Musicalmente, Remain In Light – quarto disco della band – è una pietra miliare, uno spartiacque che definisce un “prima” e un “dopo”, in un super gruppo dove tutti sono all’apice della creatività: in studio, infatti,  ci sono anche Adrian Belew, Nona Hendrix, Jon Hassell, Robert Palmer e Brian Eno. L’opera è un mix perfetto di cultura bianca e afroamericana con suggestive ritmiche funky robotiche, angoscianti, psichedeliche, straordinariamente ricche di trame sonore minimali ma allo stesso tempo complesse. Andiamo quindi a riascoltarci uno dei singoli più acclamati della band, Once in A Lifetime:

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