22 giugno 1968, New York. La rivista Rolling Stone ha uno scoop: ha in mano le registrazioni inedite di Bob Dylan

Rolling Stone con in copertina Bob Dylan

Rolling Stone con in copertina Bob Dylan

Per il “Profeta” è un periodo molto particolare quello dopo l’uscita di Blonde On Blonde (Columbia, 1966). Appena tornato da un trionfale tour mondiale con la Band (che allora si chiamava ancora Hawks), ha un incidente con la sua motocicletta, una Trump 500. Si rompe in realtà “solo” una vertebra ma la fiacchezza e il peso di tutto lo stress accumulato si ripercuotono sul fisico (e sulla mente): decide perciò di prolungare la convalescenza più del previsto nel periodo di massima popolarità e celebrità, con i media e i fans con il perenne fiato sul collo che lo avevano elevato a portavoce di una generazione. E Bobby per questo motivo è particolarmente frustrato. Dylan trascorre tutto questo tempo a Woodstock, nella sua tranquilla casa poco distante dalla fattoria di Big Pink, dimora della Band. Proprio qui nascono i leggendari Basement Tapes, cronologicamente situati tra Blonde On Blonde  e John Wesley Harding (Columbia, 1967).

New York, sede della rivista Rolling Stone, 22 giugno del 1968. Jann Wenner riporta sulla prima pagina del giornale un titolo enigmatico : L’album mancante di Bob Dylan”. Wenner ascolta il demo e scrive: “Se ciò dovesse mai essere rilasciato sarebbe un classico”. Uscirà in via ufficiale solo il 26 giugno 1975 (anche se molto è già stato ascoltato, in particolare sul leggendario bootleg Great White Wonder e sul primo LP della Band).

Un’attesa di ben 8 anni che nel frattempo ha creato un alone enorme di mistero e di leggenda, oltre che pettegolezzi e indiscrezioni. Il prodotto finale però perde una parte dello spirito originario a causa dell’operazione un po’ speculativa della Columbia che lascia fuori numerose interessantissime composizioni (alla fine ne saranno inserite 24, selezionate da Robbie Robertson).

Greil Marcus ne ha parlato approfonditamente nel suo libro Quella strana vecchia America (Arcana Edizioni, 2002)opera imprescindibile per tutti i dylaniani: “Grandissima parte dei Basement Tapes sono il più puro del parlar libero” – racconta. – “Semplice, normale, bislacco e non eroico parlar libero“. Questo è invece uno dei pezzi più riusciti e rinomati dell’operazione, This Wheel’s On Fire, scritto a quattro mani con il bassista della Band Rick Danko.

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