21 giugno 1948, USA. Nasce l’LP o il 33 giri…o un nuovo supporto per vivere al meglio grandi emozioni musicali

Vinile

Vinile

A un certo punto si parlerà addirittura di concept album. I primi esempi in senso solo musicale vengono considerati Pet Sounds dei Beach Boys (Capitol Records, 1966) e Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles (Parlophone/Capitol Records/EMI, 1967).

Una parte del merito va senza dubbio a Peter Carl Goldmark. 65 anni fa, infatti, il sound engineer della Columbia Records e il suo staff riuscirono a estendere il tempo di riproduzione di ciascun lato dei 78 giri (tre-quattro minuti massimo), creando un nuovo formato: il 33 giri. I minuti per poter riempire un disco erano diventati poco più di venti a facciata.

Goldmark e i suoi avevano iniziato a lavorare alla messa a punto del 33 giri sin dal 1939, anche se va  precisato che già nel 1931 Columbia ed RCA Victor avevano lanciato sul mercato alcuni dischi nel nuovo formato, sebbene necessitassero ancora di alcune migliorie tecniche (probabilmente nell’era internettiana definiremmo “beta” quei primi esemplari messi in commercio). Il progetto fu accantonato dal 1933 in poi, a causa della Grande depressione ancora in atto.

Il primo LP stampato dalla Columbia Records fu il Concerto per violino e orchestra op. 64, ultima composizione per solista e orchestra sinfonica del tedesco Felix Mendelssohn. Al  violino solista c’era Nathan Milstein e la Philarmonic Symphony Orchestra di New York era diretta da Bruno Walter. Il primo 33 giri a essere messo in commercio, però, fu The Voice of Frank Sinatra, raccolta con i maggiori successi di Frank Sinatra appunto, con tanto di conferenza stampa organizzata il 21 giugno 1948 dalla Columbia Records al Waldorf Astoria di New York.

Poi il resto è storia della musica. Divenne possibile inserire più tracce all’interno di un unico supporto…ma non solo. Nella prima metà degli anni ’70, e quindi in piena epoca prog, si iniziò a ragionare non “per brani”, ma “per disco”, dando vita ai cosiddetti concept album sin dalle copertine. In altri termini: i dischi in quel periodo non erano più semplici raccolte contenenti gli ultimi singoli e/o gli ultimi brani incisi dagli artisti e messi in un ordine sparso quasi come in una compilation. Divennero infatti vere e proprie opere all’interno delle quali veniva sviluppata complessivamente una storia o un unico tema con collegamenti precisi tra un brano e l’altro, dando origine a vere e proprie suite indimenticabili.

Sia chiaro. Giusto per fare un esempio importante, The Dark Side Of The Moon (Harvest/Capitol Records, 1973) dei Pink Floyd sarebbe nato comunque e oggi sarebbe celebrato ugualmente. O comunque il talento di Roger Waters e soci e dell’autore della copertina, Storm Thorgerson, sarebbero venuti fuori in qualche altro modo. Anche loro, però, e noi tutti dobbiamo ringraziare Peter Carl Goldmark per il piccolo grande passo verso la rivoluzione da lui compiuto ben 65 anni fa…

“Breathe…Breathe In The Air…”

Informazioni su Leonardo Follieri

Collabora con Jam Viaggio Nella Musica e con Paper Street, scrive su Rock Oddity, dal 2007 scrive di musica per testate online/siti/blog, canta e suona la chitarra. Ha frequentato il Master in Giornalismo e Critica Musicale diretto da Ezio Guaitamacchi, è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con tesi in diritto d’autore.
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